
Viaggi e fotogafia sono un connubio perfetto per antonomasia.
Il fatto è che mentre per la gran parte delle persone fare foto in vacanza significa semplicemente ritrarsi davanti (proprio al centro eh?) ai luoghi caratteristici per cui si è deciso di partire, nelle mie foto non c’è mai una testimonianza visiva che sia stato davvero lì, insomma non ci sono mai, un pò per riluttanza personale, un pò per civetteria artistica…
Già, innamorato di se stesso come è, per un fotografo le sue fotografie di viaggio devono necessariamente distinguersi da quelle di un turista normale, specie se non sono affatto male anche quelle, e allora l’unico modo per farcela è quella di posizionarsi con ostinazione e devozione rigorosamente dietro la macchina.
Magra consolazione però, a pensarci bene. Un po’ perchè la stessa abitudine ormai ce l’hanno anche diversi turisti, un po’ perchè così facendo c’è anche il serio rischio di produrre solo nuove cartoline che non è affatto detto siano migliori di quelle infilate negli espositori: quelle sì fatte da qualche vero fotografo che era lì esclusivamente per fare il fotografo… mica il turista che si crede fotografo…
Un connubio perfetto dicevo: specie se sfrutti le vacanze per fare tutti gli scatti che hai tralasciato di fare nel resto dell’anno.
Ma anche qua vige il fattore “distinzione”…
Quando uno impara un po’ a fotografare e acquista una buona macchina (o per lo meno meglio del “niente” che aveva prima) lo si sente spesso farfugliare candidamente che non sarà mai la macchina a scattare una buona foto, ma che tutto dipende dall’occhio di chi inquadra: il famoso occhio del fotografo. Certo è vero, ma allora come distinguersi dagli altri e da se stessi? Di colpo ci si dimentica che esistono anche le compatte che magari si usavano fino al giorno prima senza troppe remore, e che hanno inventato gli smartphone, alcuni validi anche come fotocamere: che sei matto? quelli li usano cani e porci, io che sono un vero fotografo uso solo la reflex.
Già, peccato che poi sei pigro, e in giro non te la porti quasi mai; peccato che se non hai trovato qualche lavoretto o qualche occasione particolare, resti senza scattare neanche una foto per mesi: un vero fotografo con la reflex che poi non scatta neanche una foto… bah!

Però quando parti in vacanza te la devi portare lo stesso, non hai più scuse, e ti porti anche un paio di obiettivi, a volte perfino un cavalleto, e scatti qualsiasi cosa come un forsennato. Ed ecco che i tuoi viaggi più che vacanze diventano workshop. Quando torni sei stanco, spremuto, riponi subito la reflex e ti ritrovi a dover scorrere miliardi di foto in postproduzione.
Ho fatto così per anni ma non me ne pento. Per quanto a volte abbia esagerato e mi sia “stressato” le vacanze inutilmente, almeno ho capito che dovevo imboccare un’altra strada: less and better. Meno scatti, più efficaci, e soprattutto con qualsiasi fotocamera.
Se le mie foto siano radicalmente migliorate non saprei dirlo, probabilmente sono diventato solo un po’ più selettivo. Ma oltre alla reflex uso sempre più spesso anche la compatta o lo smartphone, perciò, anche se non ho risolto il problema delle cartoline almeno viaggio più leggero.
Oppure, significa solo che non posso proprio farne a meno, delle cartoline.








