venice (2019)

Questa serie di street photography nasce dall’attraversamento di Venezia, città osservata oltre la sua immagine turistica e monumentale. Le immagini raccolgono frammenti di vita quotidiana, riflessi, attraversamenti e presenze che emergono dentro uno spazio urbano unico, sospeso tra acqua, pietra e movimento continuo.

Venezia appare qui come una città costruita sulla percezione: luce riflessa dai canali, calli strette, improvvise aperture, silenzi e densità umana convivono nello stesso spazio. Le fotografie evitano una rappresentazione da cartolina della città, concentrandosi invece sulle situazioni spontanee e sulle relazioni che si sviluppano nel flusso quotidiano dello spazio pubblico.

Il progetto si sviluppa attraverso un approccio immersivo e diretto, lasciandosi guidare dal ritmo lento e irregolare della città. Venezia viene attraversata più che descritta, seguendo ombre, riflessi, dettagli architettonici, persone isolate e movimenti improvvisi che trasformano continuamente la percezione dello spazio urbano.

La città diventa così un luogo di continua ambiguità visiva: acqua e architettura si sovrappongono, le superfici riflettono e deformano la realtà, mentre la presenza umana appare spesso sospesa dentro scenari quasi irreali. Molti fotografi contemporanei hanno sottolineato come Venezia rappresenti uno dei luoghi più complessi e stimolanti per la street photography proprio per la sua capacità di trasformare continuamente luce, spazio e atmosfera. 

Le fotografie si concentrano su questa tensione tra realtà e percezione, evitando sia la monumentalità sia il semplice reportage turistico. Il lavoro si inserisce nella street photography contemporanea, osservando Venezia come organismo vivo e mutevole, in cui memoria, presenza e trasformazione convivono continuamente.

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