<< Venezia 2k26 >>
Questa serie di street photography torna ad attraversare Venezia osservandola come una città sempre sospesa tra realtà e apparizione. Le immagini raccolgono riflessi, figure isolate, acqua, luce artificiale e frammenti urbani che trasformano lo spazio veneziano in una dimensione quasi irreale, instabile e continuamente mutevole.
Venezia appare qui meno monumentale e più percettiva: una città fatta di superfici riflettenti, ombre, silenzi improvvisi e attraversamenti lenti. Le fotografie evitano la rappresentazione da cartolina della città, concentrandosi invece su atmosfere, dettagli minimi e relazioni temporanee che emergono dentro calli, ponti, canali e spazi marginali. Diversi autori contemporanei legati alla street photography veneziana sottolineano come Venezia diventi particolarmente interessante proprio quando viene osservata attraverso riflessi, luce e atmosfera più che attraverso i monumenti iconici.
Il progetto si sviluppa attraverso un approccio immersivo e mobile, lasciandosi guidare dal ritmo stesso della città: acqua che riflette e distorce, figure che emergono nella nebbia o nella luce artificiale, superfici bagnate che moltiplicano lo spazio urbano. Venezia diventa così una città continuamente sdoppiata, in cui reale e riflesso convivono senza separazione netta.
Le immagini osservano anche il rapporto tra presenza umana e fragilità dello spazio urbano contemporaneo. Turisti, abitanti, lavoratori e corpi in transito appaiono come figure temporanee dentro una città che sembra esistere fuori dal tempo ma che continua invece a trasformarsi continuamente sotto la pressione del turismo globale e della vita contemporanea.
Il titolo “2K26” colloca volutamente il progetto dentro un presente ipercontemporaneo, quasi digitale, creando contrasto con l’immagine storica e immobile spesso associata a Venezia. La città emerge così non come reliquia del passato, ma come organismo vivo e ambiguo, attraversato da luce, acqua, memoria e trasformazione continua.
Il lavoro si inserisce nella street photography contemporanea più vicina alla ricerca atmosferica e percettiva, osservando Venezia come uno spazio in cui riflessi, luce e presenza umana modificano continuamente il confine tra documentazione urbana e visione personale. Le superfici d’acqua e i riflessi veneziani continuano infatti a essere uno degli elementi più centrali e iconici della fotografia urbana dedicata alla città.