Tufello

Questa serie di street photography nasce dall’attraversamento del Tufello, quartiere della periferia nord-est di Roma osservato come spazio di memoria popolare, edilizia pubblica e trasformazione urbana. Le immagini raccolgono frammenti di vita quotidiana, architetture, relazioni e attraversamenti che restituiscono il carattere stratificato e profondamente umano del quartiere.

Il Tufello nasce tra il 1939 e il 1940 come borgata ufficiale destinata inizialmente ai rimpatriati italiani dall’estero, inserendosi nel più ampio progetto urbanistico delle borgate popolari costruite durante il fascismo nella periferia romana. Nel tempo il quartiere ha assunto una forte identità popolare e politica, diventando uno dei luoghi simbolici della periferia romana del secondo dopoguerra.

Le fotografie osservano il rapporto tra architettura e presenza umana: cortili, palazzi, bar, strade, mercati e spazi di incontro costruiscono un paesaggio urbano in cui la quotidianità continua a lasciare tracce visibili. Il quartiere emerge come organismo vivo, attraversato da memoria collettiva, trasformazioni sociali e nuove forme di convivenza urbana.

Il progetto evita una rappresentazione nostalgica o stereotipata della periferia, concentrandosi invece sulla dimensione concreta della vita di quartiere. Persone sedute fuori dai negozi, attraversamenti, attese e relazioni spontanee restituiscono un’idea della città costruita più sulle presenze che sulle architetture monumentali.

Il Tufello porta con sé anche una forte eredità culturale e politica: quartiere legato alla storia della canzone d’autore romana e alla figura di Pier Paolo Pasolini, oltre che luogo simbolico di una certa memoria popolare della città contemporanea. Le immagini si muovono dentro questa stratificazione senza illustrarla direttamente, lasciando emergere il rapporto continuo tra spazio urbano e identità collettiva.

Il lavoro si inserisce nella street photography sociale contemporanea, osservando il Tufello come uno dei luoghi in cui la periferia romana continua a raccontare trasformazioni urbane, memoria popolare e forme quotidiane di presenza collettiva nello spazio pubblico.

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