<< (L)otto Marzo 2026 >>
Questa serie di street photography documenta le mobilitazioni transfemministe dell’8 marzo promosse da Non Una Di Meno, osservando la piazza come spazio collettivo di lotta, presenza e riappropriazione politica dello spazio pubblico. Le immagini raccolgono corpi, striscioni, slogan, performance, relazioni e frammenti di una mobilitazione che intreccia femminismo, antifascismo, diritti LGBTQIA+, critica al patriarcato, opposizione alla guerra e giustizia sociale.
Il titolo “Lotto Marzo” richiama volutamente il doppio significato tra il mese di marzo e il verbo “lottare”, diventato negli anni uno degli slogan centrali delle mobilitazioni transfemministe italiane. Le manifestazioni dell’8 marzo promosse da Non Una Di Meno hanno trasformato la Giornata internazionale dei diritti delle donne da ricorrenza simbolica a giornata di sciopero e conflitto sociale, mettendo al centro il rifiuto della violenza patriarcale, della precarietà e delle disuguaglianze strutturali.
Le fotografie osservano la piazza non soltanto come luogo di protesta, ma come spazio di relazione e costruzione collettiva. Corpi, colori, cartelli, performance e attraversamenti trasformano temporaneamente la città in un luogo di visibilità politica e presenza condivisa. Le immagini evitano una rappresentazione puramente cronachistica della manifestazione, concentrandosi invece sulla dimensione emotiva e fisica della partecipazione collettiva.
Le mobilitazioni di Non Una Di Meno negli ultimi anni hanno coinvolto decine di migliaia di persone in numerose città italiane, intrecciando rivendicazioni transfemministe, antirazziste e sociali dentro uno stesso spazio pubblico collettivo.
Il progetto si sviluppa attraverso un approccio immersivo e diretto, lasciandosi guidare dal movimento del corteo e dalle relazioni spontanee che emergono nella piazza. La fotografia urbana diventa così uno strumento per raccontare la presenza collettiva, la solidarietà e il conflitto dentro la città contemporanea.
Il lavoro si inserisce nella fotografia sociale e politica contemporanea, osservando il transfemminismo come una delle esperienze collettive che più profondamente stanno ridefinendo il rapporto tra corpi, diritti e spazio pubblico nelle città contemporanee.