<< Lampedusa: Rise up Together (2025) >>

Questa serie di street photography nasce dall’attraversamento di Lampedusa, isola simbolo delle migrazioni contemporanee nel Mediterraneo e luogo in cui confini, accoglienza, sopravvivenza e politica diventano realtà quotidiana. Le immagini osservano uno spazio sospeso tra turismo, mare e frontiera, attraversato continuamente da corpi, attese, soccorsi, partenze e presenze temporanee.

Il titolo Rise Up Together richiama un’idea di solidarietà collettiva e resistenza umana dentro uno dei luoghi più simbolici della crisi migratoria europea. Lampedusa rappresenta da anni il principale punto di approdo per migliaia di persone provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente attraverso il Mediterraneo centrale, trasformandosi progressivamente in un luogo-simbolo del rapporto tra Europa, migrazione e confine. 

Le fotografie evitano una rappresentazione spettacolare del dolore o dell’emergenza, concentrandosi invece sulla dimensione concreta della presenza umana nello spazio urbano e costiero: relitti, porti, muri, persone in transito, attese, sguardi e tracce lasciate dal continuo attraversamento dell’isola. Lampedusa emerge così come un territorio liminale, sospeso tra accoglienza e respingimento, umanità e controllo dei confini.

Nel corso degli anni l’isola è diventata anche simbolo di solidarietà civile e pratiche di soccorso dal basso. Diverse organizzazioni umanitarie, reti di volontari e abitanti dell’isola hanno costruito forme di assistenza e accoglienza nei confronti delle persone migranti arrivate via mare, opponendosi spesso alla narrazione securitaria dominante. 

Il mare appare nel progetto non come paesaggio turistico, ma come spazio politico e umano attraversato da confini invisibili, tragedie e possibilità di salvezza. Le immagini osservano proprio questa ambiguità: il Mediterraneo come luogo di bellezza e allo stesso tempo di separazione, perdita e speranza.

Il lavoro si inserisce nella fotografia sociale e politica contemporanea, documentando il rapporto tra migrazione, confine e spazio pubblico nel Mediterraneo contemporaneo. La fotografia urbana e documentaria diventa così uno strumento per osservare non soltanto

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