<< Buste (2025) >>
Questa serie di street photography si sviluppa a partire da un elemento semplice e ricorrente nello spazio urbano: la busta della spesa. Prive di loghi riconoscibili o marchi, queste buste rimandano a una rete di commercio di prossimità, fatta di piccoli negozi locali spesso gestiti da comunità immigrate.
Le immagini osservano chi attraversa la città con questi oggetti quotidiani, mettendo in evidenza una geografia sociale precisa: residenti di quartiere, persone anziane, lavoratori e individui con possibilità limitate di spostamento e di consumo. La busta diventa così un segno visibile di un’economia accessibile, radicata nel territorio e lontana dai grandi circuiti commerciali.
Il progetto si concentra su queste presenze silenziose, che raccontano una parte di città meno rappresentata, ma diffusa e concreta. Attraverso la street photography, le buste diventano indicatori di relazioni economiche e sociali, rivelando dinamiche legate alla mobilità, al reddito e all’appartenenza urbana.
Il lavoro si inserisce nella fotografia sociale contemporanea, osservando come oggetti quotidiani possano raccontare strutture più ampie della vita urbana, tra prossimità, necessità e trasformazioni demografiche.