<< La mia mostra del Primo Maggio ad Aosta: Personale_Collettiva >>

Le immagini raccolte qui sono frammenti di una storia collettiva vissuta in prima persona, dentro le piazze e lungo le strade. Non è il racconto distante di chi osserva, ma il frutto di uno sguardo interno,partecipe, immerso, lo sguardo di chi attraversa i cortei, ne respira il ritmo, ne condivide le ragioni. Uno stare al mondo che si traduce in partecipazione. Le fotografie di Andrea Salvatori restituiscono proprio questo: il senso di appartenenza ad una comunità che contesta, partecipa,rivendica, propone.  

I volti, i gesti, gli striscioni, i passi diventano energia condivisa, senso di appartenenza che si rinnova ad ogni metro percorso, ad ogni slogan urlato, ad ogni bandiera issata.  

Qui non ci sono spettatori neutrali.

L’autore è testimone attivo, coinvolto, attraversato dagli stessi sguardi che ritrae. La sua piccola macchina fotografica è il suo stesso corpo che avvicina, prende posizione: entra. Ogni scatto è un atto di partecipazione per fissare nel tempo un’esperienza che è allo stesso tempo personale e collettiva. 

Questa mostra è quindi un invito a entrare dentro al corteo, a lasciarsi attraversare dalle sue voci, a riconoscere in quelle immagini non solo un documento, ma un gesto vivo. Un racconto che rivendica con forza il valore dello stare, del condividere, del testimoniare.

Che rivendica le strade, le piazze, i presidi, coscienza di classe e lotta.

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