<< Trastevere (2024) >>
Questa serie di street photography nasce dall’attraversamento di Trastevere, uno dei quartieri più antichi e stratificati di Roma, osservato oltre la sua immagine turistica e folkloristica. Le immagini raccolgono frammenti di vita quotidiana, attraversamenti, luci notturne, vicoli, corpi e presenze che emergono dentro uno spazio urbano continuamente sospeso tra autenticità popolare e trasformazione contemporanea.
Trastevere conserva ancora oggi una forte identità urbana legata alle sue origini popolari e alla sua posizione storica “oltre il Tevere” — trans Tiberim — rispetto al centro monumentale della città. Le sue strade strette, i vicoli medievali e le facciate consumate continuano a produrre una percezione fisica e quasi cinematografica dello spazio urbano.
Il progetto si concentra proprio su questa doppia natura del quartiere: da una parte luogo fortemente attraversato dal turismo e dalla vita notturna, dall’altra spazio ancora segnato da tracce di quotidianità romana, relazioni di quartiere, attese, solitudini e attraversamenti spontanei. Le fotografie evitano una rappresentazione da cartolina della città, osservando invece dettagli minimi, riflessi, luci artificiali, tavoli all’aperto, persone isolate e movimenti che emergono nel flusso della strada.
Trastevere appare così come una città nella città: un labirinto urbano in cui il tempo sembra stratificarsi continuamente tra memoria storica, trasformazione commerciale e vita contemporanea. Diversi racconti dedicati al quartiere sottolineano proprio questa tensione tra fascino autentico e progressiva turistificazione dello spazio urbano.
Le immagini si sviluppano attraverso un approccio immersivo e diretto, lasciandosi guidare dal movimento continuo del quartiere, soprattutto nelle ore serali e notturne, quando luci, ombre e presenze trasformano profondamente la percezione dello spazio. La fotografia urbana diventa così uno strumento per osservare il rapporto tra memoria, spettacolarizzazione e vita reale nella città contemporanea.
Il lavoro si inserisce nella street photography contemporanea dedicata a Roma, osservando Trastevere come luogo simbolico di una città ancora viva e contraddittoria, sospesa tra permanenza e trasformazione continua.