Piazza Vittorio
Questa serie di street photography nasce dall’attraversamento di Piazza Vittorio Emanuele II, cuore del rione Esquilino e uno degli spazi più multietnici e stratificati di Roma. Le immagini osservano la piazza come luogo di convivenza, passaggio e continua trasformazione urbana, in cui culture, lingue, abitudini e presenze differenti condividono quotidianamente lo stesso spazio pubblico.
Piazza Vittorio rappresenta storicamente uno dei principali punti di incontro della città contemporanea. Costruita alla fine dell’Ottocento nel nuovo quartiere umbertino dell’Esquilino, è oggi conosciuta soprattutto per la sua dimensione multiculturale, legata ai mercati, alle comunità migranti e ai continui attraversamenti urbani che la caratterizzano.
Il progetto si concentra proprio su questa densità umana e visiva: persone sedute nei giardini, mercati, portici, passaggi veloci, soste, relazioni temporanee e frammenti di quotidianità che trasformano continuamente la percezione della piazza. Lo spazio urbano emerge come organismo vivo, attraversato da tensioni, convivenze e nuove forme di appartenenza.
Le fotografie evitano una rappresentazione folkloristica o semplificata del quartiere, osservando invece la dimensione concreta della vita quotidiana. Piazza Vittorio appare così come uno spazio di passaggio ma anche di permanenza, in cui memoria storica e trasformazioni contemporanee convivono continuamente. La presenza del Nuovo Mercato Esquilino e delle numerose comunità straniere ha reso negli anni la piazza uno dei simboli più evidenti della Roma multiculturale contemporanea.
Il lavoro si inserisce nella street photography sociale contemporanea, osservando Piazza Vittorio come uno dei luoghi in cui le trasformazioni culturali e sociali della città emergono con maggiore evidenza. La fotografia urbana diventa così uno strumento per raccontare la città reale, fatta di attraversamenti, differenze e presenza collettiva nello spazio pubblico.